Filosofia

Artista Fotografo 2.0 - videomaker fotografo scrittore -, Slow Blogger Italy Visual Storyteller, rendo concrete, con immagini sinestetiche, le esperienze materiali ed immateriali, pensieri e riflessioni, al fine di rafforzare il brand di luoghi e territori, dell'Italia minore con la M maiuscola, grande giardino emozionale diffuso.

Essere Artista 2.0 è per me un impegno per raccontare la bellezza.  

Auspico che il mio sguardo di testimone oculare, possa stimolare una nuova consapevolezza e percezione visiva, contribuendo a migliorare “l’estetica e l’etica del quotidiano” e, quindi, la qualità della vita, per un mondo migliore.

Artista 2.0 posso contare su un'arma comunicativa in più: l'immagine che vale più di mille parole; l'immagine è strumento di comunicazione universale, in grado di coinvolgere tutti ed ognuno, con la sua sintesi e immediatezza; attraverso la sua forza evocativa, la potenza testimoniale, supportate da un linguaggio esteticamente “accattivante”, largamente comprensibile.
Meglio delle parole, le immagini, creano icone emozionali, in grado di coinvolgere, divulgare, sensibilizzare, creare opinione pubblica, e rafforzare il brand nell'immaginario collettivo, rappresentando uno strumento molto potente.

Tutto il mio lavoro è diffuso online, attraverso i miei blog e i social network, ed offline con il coinvolgimento delle amministrazioni locali, associazioni, enti pubblici e privati, attraverso eventi condivisi e partecipati con le popolazioni locali

NE' RICCO NE' FAMOSO MA SOLO UTILE E FELICE, lavoro nella convinzione che la comunicazione, riveste un ruolo di cittadinanza attiva e di impegno politico e sociale, inducendo a meditare e riflettere, arricchire mente e spirito, evitando l’imbarbarimento di singoli e società; contribuendo a migliorare “l’estetica e l’etica del quotidiano” e, quindi, la qualità della vita, per un mondo migliore.

Lavoro non profit nell'ottica della Sharing Economysostenendomi con la vendita delle mie opere



Fin da ragazzo sono stato abituato ad impegnarmi direttamente per rendermi utile alle cause che sceglievo di combattere; la scelta dell'impegno politico e di cittadinanza attiva, si concretizzò con l'uso della Fotografia, per narrare bellezza, visioni, pensieri, riflessioni, proposte.

Poi venne l'era di internet e la Fotografia da sola, per narrare la realtà vista e vissuta, emozioni e atmosfere, non bastava più; le mie competenze accumulate col passare degli anni, che stimolavano la mia creatività; tutto filtrato attraverso la sensibilità informata dalla mia cultura onnivora richiedevano anche altro e il 2.0 mi permetteva di mettere in pratica l'immediata condivisione delle tante idee e informazioni, condividendole con tutti.

Ho rottamato l'automobile per rallentare i miei spostamenti, camminare e raccontare l'Italia vivendo ciò che mi circonda.
Con la voglia di conoscere, pensare, fare e testimoniare; consapevole anche del fatto che, purtroppo, non potrò fare tutto ciò in eterno, ma che almeno, grazie ai mezzi tecnologici, a internet, ai miei blog, posso lasciare e tramandare ciò che faccio e penso.

La mia filosofia di vita è vivere con poco, l'essenziale,  niente sprechi, alimentazione frugale, consapevole e felice di esser vivo; adotto la dieta - dal greco δίαιτα, dìaita, «modo di vivere» -, stile di vita consapevole, etico-responsabile ed eco-sostenibile, lento: 5 sensi + 2 mente e cuore; artista, filosofo, creativo, ascetico, visionario, contemplativo, lento, calmo e paziente per nascita e per scelta lavoro con sguardo lento, viaggio in treno, e vivo praticando l'ozio meditativo e creativo e le pause estatiche estetiche.

Le mie opere raccontano l'Italia minore con la M maiuscola, grande giardino emozionale diffuso: luoghi, territori, paesaggi sensibili - urbani, antropizzati, rurali, naturali -, vita quotidiana, atmosfera, identità materiali e immateriali, genius loci.

Il mio percorso artistico inizia negli anni settanta, con la mia preparazione pittorica, durante la quale venivo accusato di essere troppo contemplativo, perché si riteneva che l'arte dovesse essere astrazione; continuai con quarant'anni di fotografia, e accostatomi al video negli anni ottanta, mi accusarono di non girare con tempi televisivi ma fotografici
Poi, molti anni dopo, arrivò la rivoluzione tecnologica digitale, degli apparecchi fotografici con uso di video, il computer, internet, con i quali ho potuto realizzare la sintesi espressiva di tutte le mie esperienze artistiche con l'uso di tutti i miei "difetti". 

m° Giuseppe Cocco Borzone de Signorio Sabelli, m° Fotografo  Artista Documentarista dal  1977 (vedi curriculum), dopo aver conseguito il diploma in architettura al liceo artistico . Oggi Web Visual Artist 2.0, Blogger, Italy Visual Storyteller, nato lento calmo paziente, mi muovo e viaggio a passo lento (60 metri al minuto, rilevazione Google) e con sguardo attento.

Non avendo datori di lavoro o mecenati, sostenendo tutte le spese relative ai miei progetti, lavorando come free lance, con il Communication Project Sharing ho pensato di affidarmi a tutti coloro che vogliano prestarsi, apprezzando il mio lavoro, entrando a far parte dei miei Amici, ospitandomi per residenze e/o acquistando le mie opere sulle gallerie online






Realizzo progetti videofotografici che diffondo sui miei blog giuseppecocco, penisolabella, agricooltour, e in maniera virale sui social network -: Twitter - Facebook - Google + - Pinterest - Instagram; li geolocalizzo attraverso Google. Non appongo solo una firma di prestigio, ma mi coinvolgo col mio stile espressivo, il linguaggio interpretativo, denso di soggettività. Il linguaggio fotografico favorisce una lettura della trasformazione stratificata del Paese Italia. La foto diventa un documento su cui lo sguardo si esercita per offrire elementi di discussione meno astratti nella lettura del territorio. Il mio lavoro non una riproduzione né documentazione rigorosa, quanto piuttosto, un libero tentativo di attraversamento di un'esperienza problematica e senz'altro critica della vita vissuta e delle trasformazioni sociali ed antropologiche; una testimonianza visiva con cui provare a comporre uno stato delle cose, un'esperienza diretta dei luoghi, affidata a una libera e personale interpretazione.

Borzone de Signorio Sabelli da parte di madre, provengo da una famiglia nella quale ho antenati illustri tra i quali, oltre a 5 Papi ed 11 Cardinali, i pittori Luciano Borzone (Genova 1590-1645) e i figli e allievi Giovanni Battista BorzoneCarlo Borzone e Giovanni Francesco Maria Borzone (Genova 1625-1679), pittore e ad astronomo chiamato in Francia nel 1656 ad affrescare il castello di Vincennes (Lagrange); lo zio Luigi Ottavio Borzone de Signorio Sabelli; mentre, da parte di padre, Mimmo Rotella. Naturalmente il mio bagaglio culturale artistico è intriso di arte italiana, e non solo. Mi ritrovo nei vedutisti, in pittura macchiaioli, Segantini, Canaletto, Boldini, Bernardo Bellotto, Guardi; ma anche negli acquarellisti Ettore Roesler Franz, lo stesso Goethe e il più recente Aldo Riso; per il disegno e la grafica Durer, Piranesi
Tra i fotografi, certamente rientro nel solco dei fotografi di architettura e paesaggio, alcuni dei quali coetanei contemporanei e "concorrenti", Gabriele Basilico, Mimmo Jodice e Luigi Ghirri; mentre per la fotografia rurale ed antropologica, l'amico Mario Cresci.



La Permacultura è cultura della cittadinanza attiva, che si sviluppa dall'individuo alla comunità sociale in maniera virale attraverso la testimonianza di un vivere etico e sostenibile, per cerchi concentrici come le onde provocate da un sasso lanciato nello stagno.
Le strategie "dal basso verso l'alto" più rilevanti partono dall'individuo e si sviluppano attraverso l'esempio e l'emulazione fino a generare cambiamenti di massa. 
Pertanto, la permacultura non ha come obiettivo principale quello di far pressione su governo e istituzioni per cambiare la politica, ma quello di permettere a individui, famiglie e comunità locali di accentuare la propria autosufficienza ed autoregolazione. 
Tale approccio si basa sulla consapevolezza che una parte degli individui e quindi della società è pronta, disponibile e in grado di cambiare il proprio comportamento, se crede che ciò sia possibile e rilevante. 
Questa minoranza, socialmente ed ecologicamente motivata, rappresenta la chiave di volta di un cambiamento su larga scala.


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