Va dove porta il treno che porta al cuore


Anche le ferrovie vanno dove porta il cuore con ONDS l’Osservatorio Nazionale sul Disagio e la Solidarietà nelle Stazioni Italiane un progetto del Settore Politiche Sociali di Ferrovie dello Stato (anche le Ferrovie hanno un cuore) realizzato in partenariato con l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e la Cooperativa Sociale Europe Consulting, che ne coordina la Segreteria Nazionale e ne cura la direzione tecnica ed operativa.
E' proprio vero, fai del bene e dimenticatene. Infatti, penso che in pochi conoscono ONDSi. 
Io stesso mi ci sono imbattuto per caso su twitter perché, a sorpresa, ha cominciato a seguirmi diventando un mio follower.
La curiosità che mi contraddistingue mi ha fatto seguire il filo rosso e, dopo essere andato sul profilo twitter, ho cliccato sul link al sito www.onds.it e qui mi si è aperto un mondo.
Come si legge sul sito, "il progetto venne concepito nel dicembre del 2002, per tentare di affrontare il fenomeno dell’emarginazione sociale e delle povertà estreme nelle aree ferroviarie, da sempre poli di attrazione e punti di concentrazione sul territorio di molte forme di disagio, individuando le metodologie e le prassi più opportune di intervento tra la rete di strutture operanti nell’ambito del sociale all’interno delle stazioni italiane, grazie a strumenti sperimentali e interattivi di lavoro. Attraverso il consolidamento di relazioni territoriali locali e di partenariati trasversali, questo laboratorio sperimentale si è consolidato a tal punto, da essere oggi un occhio sempre più attento all’evolversi e all’emergere delle problematiche sociali, specialmente all’interno delle stazioni, con il fine di valutare interventi preventivi di inclusione sociale e di riduzione del danno".
Ancora sul sito si apprende che "la necessità di definire dei principi comuni, per rafforzare l’impatto operativo e sociale della rete, ha portato alla stesura nel 2006 di una Carta dei Valori e degli Intenti: riferimenti etici e professionali e linee di indirizzo valide, che fungono da presupposto per gli operatori dei vari centri e definiscono gli impegni che ogni Help Center prende una volta inserito nella rete ONDS. Questo documento, costruito secondo un modello partecipativo e di concertazione tra i referenti del Settore Politiche Sociali delle Ferrovie dello Stato, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani ed i rappresentanti delle strutture operative locali presenti nelle stazioni, si è rivelato una tappa fondamentale per il rafforzamento della rete ONDS".
L’impatto globale della crisi acuisce i già gravi problemi sociali presenti nelle grandi metropoli europee, in cui le aree ferroviarie sono punti di arrivo e di transito, ma spesso aree di sosta e di prolungata dimora.

Ad oggi fanno parte dell’ONDS gli Help Center presenti nelle città di Roma, Milano, Chivasso, Genova, Bologna, Firenze, Pescara, Foggia, Napoli, Catania, Bari, Messina, Torino, Melfi, Reggio Calabria, Trieste e Brescia. È prevista prossimamente l’attivazione di altri centri anche nelle città di Venezia, Ancona, Rapallo, Varese.

Gli Help Center o Centri Aiuto sono servizi di orientamento nati dalla collaborazione tra il settore Politiche Sociali delle Ferrovie dello Stato e gli enti locali e del privato sociale.

Sono ubicati all’interno o in prossimità delle stazioni ferroviarie principali: il lavoro che svolgono si rivolge ad adulti, nuclei familiari, immigrati etc; si tratta di centri “a bassa soglia”, cioè privi di filtro all’ingresso.

Offrono un servizio di ascolto, orientamento, osservazione dello stato del disagio nei dintorni delle stazioni di interesse e (secondo le esigenze e le possibilità) effettuano anche prese in carico di utenti sui quali è possibile realizzare un progetto di recupero e reinserimento sociale, lavorando in rete con le altre strutture di assistenza sociale presenti sul territorio. Il servizio di orientamento è finalizzato all’invio degli utenti presso strutture pubbliche o convenzionate. Le principali richieste riguardano la soddisfazione di bisogni primari come mangiare, dormire, lavarsi; altri bisogni ricorrenti sono la richiesta di assistenza medica, legale o burocratica e la richiesta di aiuto per la ricerca di un lavoro. I centri sono affidati ad enti del privato sociale o gestiti direttamente dai Comuni.

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