Road to Myself un viaggio slow di un'esperienza emozionale nel Sud Italia


Roma, mattina tiepida di fine di ottobre, invitato dalla Società Geografica Italiana, mi reco presso la sede di Palazzetto Mattei in Villa Celimontana per assistere alla proiezione in anteprima del cortometraggio Road to Myself (vedi il trailer) col quale, il regista Alessandro Piva, ci racconta un viaggio slow per un'esperienza emozionale nel Sud Italia.

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Trattandosi di un racconto che viene presentato come un progetto South Cultural Routes, sostenuto e cofinanziato dal MiBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo), condiviso tra cinque regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia, che ha lo scopo di valorizzare e promuovere gli itinerari culturali del Sud Italia, di primo acchitto, sono stato spiazzato, perché le immagini ed il racconto, non si svolgono in maniera classica, lungo un itinerario logico con punti di riferimento geografico riconoscibili e geolocalizzati.
Ma il regista Alessandro Piva, nella sua prolusione, ci aveva avvertiti, il suo impegno è stato quello di registrare un racconto diverso dal solito, un'opera scandita da tempi artistici.



Inoltre, rileggendo meglio quel Myself nel titolo, si capisce quale deve essere la giusta chiave di lettura: myself significa la strada a modo suo, il suo viaggio, un viaggio prima di tutto interiore; un viaggio espressionista che, come in un quadro dei macchiaioli, le macchie di colore compongono forma ed atmosfera, ma solo se guardate nel complesso e non nella singola pennellata.

Un viaggio dunque inteso quale intenso percorso interiore, finalizzato a riflettere su noi stessi, sul nostro vissuto e sulle nostre radici.
Alessandro Piva, col suo Myself, quindi va alla ricerca non dei sud regionali collegati da un percorso, ma di un sud dall'identità omogenea, qual'è, con i suoi monti, i suoi colori, il suo cielo, il suo mare, la sua gente, le sue atmosfere, ovunque simili.
Il regista con il suo stile espressivo, il linguaggio interpretativo, denso di soggettività, ha assemblato emozioni e creato icone emozionali, in grado di coinvolgere, divulgare, sensibilizzare, con immagini sinestetiche, le esperienze materiali ed immateriali, pensieri e riflessioni, rafforzando il brand di luoghi e territori, di un'Italia minore con la M maiuscola, grande giardino emozionale diffuso.


Road Myself rientra nel più vasto progetto europeo Cult.Routes che si è fin qui concentrato principalmente sulla ricerca di itinerari culturali tra Italia e Grecia, con lo scopo di ripristinare una visione cooperativa dell'Adriatico, dello Ionio e della natura mediterranea. Le antiche vie consolari romane, insieme con le rotte marittime e le successive strade medioevali, sono i fili che hanno tessuto la storia d'Europa, determinando lo sviluppo di quelle connessioni che hanno reso il nostro continente una terra di pace e cultura. Fili che diventano itinerari turistici per tutti coloro che vogliono riscoprire oggi, lentamente, queste due straordinarie regioni del Mediterraneo - Puglia e Epiro - vivendo un viaggio autentico e unico.


Infine, l'occasione è servita anche per presentare la seconda edizione della manifestazione “All Routes Lead to Rome” - Tutti gli itinerari portano a Roma che si terrà a Roma dal 17 al 26 novembre 2017.

ALL ROUTES LEAD TO ROME – TUTTI GLI ITINERARI PORTANO A ROMA è una manifestazione annuale che intende farsi piattaforma dedicata alla narrazione degli itinerari, delle rotte, dei cammini e delle ciclovie. Ovvero delle forme più straordinarie di viaggio, che mantengono del tutto inalterato nella contemporaneità il fascino dell’esplorazione, della conoscenza, del confronto, del dialogo e della esaltazione delle differenze. L’iniziativa, ideata da Federico Massimo Ceschin e promossa da Cammini d’Europa insieme a Società Geografica Italiana, Infosei e Communis Agere, intende realizzare un luogo d’incontro per Fondazioni, Musei, Istituti. Diocesi, Enti pubblici, Amministrazioni locali, Operatori del settore turistico e culturale, Case editrici e case di produzione cine-televisive, Università, scuole e centri di ricerca, GAL, Regioni e Comuni, per proiettare nel futuro nuovi modelli di gestione e fruizione degli Itinerari, delle Rotte, dei Cammini e delle Ciclovie, ma anche dell’immenso patrimonio materiale e immateriale italiano. La manifestazione è dedicata agli operatori pubblici e privati del settore turistico-culturale ed è aperta al pubblico. I partecipanti, immersi in ambienti e situazioni progettati per favorire processi di integrazione tra proposte culturali e modelli di gestione, possono sviluppare importanti relazioni ed entrare a far parte di circuiti qualificati, nazionali e internazionali. Le connessioni plurali offerte dagli Itinerari culturali e spirituali consentono inoltre di promuovere i territori, le loro qualità e i casi di eccellenza. Incontri, seminari, workshop e corsi di formazione – così come le esperienze proposte, tra visite guidate e attività “en plein air” – intendono offrire metodi e strumenti per superare le fragilità nei rapporti fra attori pubblici e privati, le visioni di sviluppo spesso troppo locali o eccessivamente frammentate e settoriali, le debolezze della pianificazione strategica territoriale e le difficoltà a creare sistemi integrati di gestione e valorizzazione.


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