Terremoti distruttori di bellezza

Castelluccio di Norcia

I terremoti, in Italia, distruggono la nostra bellezza, identità materiale ed immateriale di luoghi e territori, i paesaggi sensibili dove il tempo ha sedimentato la storia, facendosi spazio antropizzato che vive in armonia con l’ambiente naturale.

Un terremoto rade al suolo lo skyline, uccide l’anima visibile di un territorio, la bellezza che si fa qualità di vita, di chi vi abita e di chi vi si imbatte.
Quanti anni, secoli ci son voluti, quante azioni e interazioni, per far crescere un borgo. Un luogo è fatto di pietre, ma ogni pietra è viva e se la si uccide, non la si può più riportare in vita come era. Quel non so che dato dalla patina del tempo.che fa parlare le pietre in controcanto con l’ambiente circostante.
L’identità materiale ed immateriale, il genius loci, costituiscono il tessuto dell’Italia minore con la M maiuscola, grande giardino emozionale diffuso, è un mosaico costituito da piccole tessere giustapposte; un tessuto sociale e produttivo, costituito da eccellenze architettoniche, naturali, paesaggi sensibili, atmosfere, ospitalità, produzioni e cucine tipiche.
Si è rotto un incantesimo fatto di armonia, il territorio italiano è come uno spartito dove ogni nota contribuisce a questa armonia musicale che emoziona. Se vengono a mancare le note, addio armonia, la musica è stonata.
La popolazione che presidiava i territori, oggi si trova come strumentisti senza orchestra e direttore.

Visso

Ricostruire sì ma, ciò che si era sedimentato è ormai perduto per sempre.
Tutto ciò che di nuovo si ergerà sarà pur sempre altro dal passato. 

Potranno gli italiani ed i politici di oggi avere la stessa sensibilità culturale che ha ispirato gli italiani di ieri, ricostruendo luoghi che son nati dal basso, dalla vita vissuta e dalle necessità locali, con maestranze che non esistono più, in tempi storici che nulla hanno a che fare con i nostri odierni?

Avranno voglia di capire, per riappropriarsi di questi luoghi e questa vita a misura d’uomo, sconosciuti ai più?

Sapranno interpretare luoghi e civiltà che parlano una lingua diversa da quella parlata dalle grandi città e dalle economie globalizzate?

Sapranno approfittare della crisi economica che ci sta facendo riscoprire l’importanza del glocale per rilanciare le diversità qui depositate e stratificate nel tempo della storia, che ci rende unici? 

Sapranno ascoltare le popolazioni locali e riscoprire quelle doti delle origini italiane che dal dopoguerra ad oggi hanno cercato di nascondere e rifuggire, quasi con vergogna, per seguire la strada dell’urbanizzazione e dell’industrializzazione?

Norcia

Ricostruire rispettando il DNA di luoghi e territori, fatti di pietre, singole costruzioni, angoli, urbanistiche, paesaggi - urbani, antropici, naturali, rurali, semplici nella loro complessità, interazione e dialogo tra dentro e fuori.

Dopo aver ricostruito l’aspetto esterno dei borghi, bisognerà ridare loro l’anima, quella che potranno dar loro le popolazioni di oggi, garanzia di presidio, testimonianza, continuità, depositari di un’eredità viva e vitale, di storia e tradizione culturale ed economica, di vicinanza alla terra e alle sue eccellenze, produzioni tipiche storiche che li rende così unici e particolari. 
0